Una favola…sinistra
Da giornalista a scrittore il passo è breve, non è una novità. Sergio Sinigaglia ci racconta una favola dei nostri tempi, divertente, appassionante come un thriller, rocambolesca, con la giusta dose di cattivi e violenti e quella di sfortunata brava gente. C’è Tanya fuggita da un paese in guerra, alla ricerca di un po’ di pace e tranquillità, ovviamente anche dell’amore. Amore che trova con Pietro responsabile dell’associazione Arcobaleno, che ospita sbandati, fuggitivi, drop out. Poi ci sono Luigi e Geronimo, lui solitario proprietario di un bar, l’altro un cane dalle dimensioni notevoli, buono con i buoni e terribile con i cattivi. Ultimo il professor Bruno Bianchi caduto in disgrazia, si è ridotto a vivere come un “barbone” per il vizio del bere.
Infine c’è il centro sociale Kronstad, luogo di salvezza per famiglie squattrinate, migranti di diverse nazionalità, insomma miserabili di tutti i generi. Sbagliate se pensate ad un centro sociale come ci vengono raccontati dai mass media, questo è gestito democraticamente con regolari assemblee, decisioni condivise, precisione svizzera.
Questi i personaggi e i luoghi, la storia bisogna leggerla, i colpi di scena si susseguono, dei cattivi non dico nulla (non se ne può più dei prepotenti). Una favola di sinistra, forse lontana dalla realtà, ma anche verosimile. In tempi dove vengono difesi pistoleri di strada, poliziotti maneschi (dove sono finiti Maigret, il commissario Montalbano, Rocco Schiavone?), un pizzico di giustizia (senza vendette) aiuta a tirarci su di morale.
Forse Tanya, Pietro, Luigi, Geronimo e il professor Bruno Bianchi potrebbero andare a vivere a Pietra Rosata, famoso paesino di arzilli e fortunati comunisti vincitori di 56 milioni al SuperBillion. (si veda: Vladimiro Polchi, “I comunisti che vinsero alla lotteria”). Buona lettura!!!
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