Da cui rue belle. Da cui Rugabella.
Per prima cosa si corre a cercare i luoghi dove abbiamo vissuto, niente da fare, la più vicina è Via Plinio 6 dove abitò per breve periodo Giorgio Scerbanenco con la moglie Teresa Bandini (“violinista e per decenni corista alla Scala.”). La donna ospitò ebrei e partigiani per questo nel 2002, il figlio Alberto, a nome della madre, ha ricevuto la medaglia dei giusti tra le nazioni.
“Negli anni Cinquanta a Milano 13 case su cento non avevano ancora acqua potabile, 42 erano senza bagno, 24 senza servizi con acqua corrente” spiega Santucci.
Via Orti, tranquilla vietta in zona Romana, ha un passato turbolento di malavita. “Fino agli anni Novanta, agli studenti del liceo Berchet, che sta qui a due passi, i genitori ripetevano: “Non passare da Via Orti.” “Era la strada di “ladri, contrabbandieri, rapinatori e ricettatori falsari e teppisti.”
In Via Poerio a casa di Mario Alberto Rollier si riunirono clandestinamente il 27 ed il 28 agosto del 1943 gli autori del Manifesto di Ventotene, Leone Ginzburg, Eugenio Colorni, Enzo Rossi, Altiero Spinelli, in tutto una trentina di militanti antifascisti fondatori del Movimento federalista europeo.
In Piazza Sant’Ambrogio c’era il “Centro per l’emigrazione” (successivamente sede della Caserma Annarumma e attualmente dell’Università Cattolica). Il “Centro per l’emigrazione” è stato per molti anni un luogo tristissimo. I migranti arrivati alla Stazione Centrale venivano “caricati su appositi tram senza numero e scaricati in Piazza Sant’Ambrogio.” Racconta lo scrittore Vincenzo Consolo: “Accolti nel Centro, erano sottoposti a visita medica da delegazioni straniere, francesi, svizzere, belghe. Restavano tre o quattro giorni. Quelli destinati alle miniere di carbone del Belgio, a Milano venivano già equipaggiati di casco, lanterna e mantellina cerata”. Dal 1 gennaio al 30 novembre 1954 le persone transitate per il Centro di Piazza Sant’Ambrogio furono 32608. Un numero impressionante! Oggi nessuno ricorda, o sceglie di non ricordare o preferisce vendicarsi sui nuovi arrivati.
Il 12 dicembre 1969 la polizia fa irruzione in Via Scaldasole 5, sede di un circolo anarchico, così ricorda Sergio Ardau: “Venni portato via in macchina mentre il Pinelli fu invitato a seguirci con la sua motoretta”. La vita dell’innocentissimo Giuseppe Pinelli terminerà drammaticamente pochi giorni dopo gettato o caduto da una finestra del terzo piano della questura di Via Fatebenefraelli. Un refuso clamoroso a pag. 195 la strage di piazza Fontana risulta essere avvenuta il 12 ottobre 1969???
Le vie, piazze, i viali, i corsi raccontati dal giornalista del “Corrierone” in tutto sono 85 (se non ho sbagliato a contare) ma molte altre sono quelle citate, moltissime le storie drammatiche, l’attentato al teatro Diana, le molte rapine ed i rapimenti, Luciano Bianciardi, Diego Abatantuono, Rocco e i suoi fratelli, Giovani Testori, Luigi Mangiagalli, Albert Einstein, Eugenio Montale, il Lambro che straripa, Giovanni Raboni, Walter Benjamin, Complesso Monte Amiata, la Clinica Mangiagalli 7,15, 7,37, 7,47, 7,55, la volante rossa, Walter Chiari, la regina Elisabetta, Arnoldo Mondadori, Porta Tosa, Franz Kafka, Giorgio Strehler, l’ingegner Gadda, Lucio Fontana, gli orrori dell’Hotel Regina, Alessandro Manzoni,
Gaby Angelini, Giorgio Ambrosoli, il panettone, Giovanni Raboni, Vittorio Sereni, la Caritas Ambrosiana, Alessandro Robecchi, La Stramilano, Miracolo a Milano, le ragazze di malaffare, il Pret de Ratanà, Pierpaolo Pasolini e Adriano Celentano, etc
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