Padre. Un ritratto inedito di Papa Francesco di Salvatore Cernuzio

Di rimanere sempre sani in un mondo malato. Papa Francesco

Questi tempi cupissimi di guerre, massacri, genocidi, presidenti incapaci, governi rovinosi, riarmi, informazione bendata Papa Francesco è stato una voce libera, determinata, umana e inflessibile. Ho una certa età, di papati ne ho visti passare molti, iniziando con Pio XII ed arrivando a Leone XIV. Ho sempre evitato accuratamente notizie riguardanti la Chiesa, le benedizioni, le visite pastorali, etc. Il contrario è successo con Papa Francesco, le notizie che lo riguardavano le ascoltavo attentamente, le attendevo impaziente.

Nei dodici anni di pontificato ho tifato per Francesco, mai intollerante, sempre dalla parte degli ultimi, con gli operai, i migranti, i poveri, gli sfruttati, contro il potere, la violenza, la terza guerra mondiale a pezzi. Un linguaggio, un modo di parlare molto poco tradizionale, una cultura aperta, trasversale, le parole classiche della Chiesa ridotte al minimo. Si percepiva che le sue conoscenze, oltre alla dottrina, spaziavano tra economia, storia, sociologia, psicologia, scienze, etc. Le sue critiche alla meritocrazia arrivavano direttamente da pensatori che sicuramente non pensavano di aver attirato l’attenzione di un Papa. Tra i moltissimi che ha ricevuto il Centro Sociale Leoncavallo e poi l’amicizia con “l’antagonista” Luca Casarini che il Papa ha invitato a partecipare come invitato speciale all’assemblea generale del Sinodo dei vescovi.

Il libro del vaticanista Salvatore Cernuzio non racconta il “mio” Papa Francesco, racconta dell’amicizia tra un credente e il Papa, dei colloqui, delle battute, delle barzellette, degli acciacchi, dei rosari regalati, dei colloqui in aereo, degli incontri con i migranti, delle riflessioni, del rispetto, delle preghiere.

Per entrambi, un laico e un credente, Papa Francesco ha rappresentato una speranza, una luce, un regalo inaspettato arrivato dall’altra parte del mondo.

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