Tra le gambe della storia: I genitali tra evoluzione, anatomia, arte e religione di Paola Crippa

Il mondo sarebbe molto più pacifico se fossimo tutti atei. José Saramago

La storia della Chiesa è lunghissima, più di 2000 anni. In questi 2000 anni moltissimi cambiamenti sono avvenuti, nella teologia, nei Vangeli, nella Bibbia. Certi dogmi sono scamparsi, altri sono entrati nell’ufficialità. Il Purgatorio è nato nel Medioevo, soprattutto per motivi economici, indulgenze, donazioni, acquisto di scapolari sacri erano un’aiutino dato alla Chiesa e ai fedeli per la redenzione dei peccati. Oggi il Purgatorio è stato messo da parte, dimenticato.

Si è ad esempio, discusso moltissimo, su l’ultima Cena di Leonardo, l’apostolo alla destra di Gesù sarebbe in realtà Maria Maddalena, tesi supportata anche dallo scrittore Dan Brown; il saggio di Paul Vulliaud “Il pensiero esoterico di Leonardo” sostiene che nei suoi dipinti siano simboleggiati indicazioni esoteriche.

“Tra le gambe della storia. I genitali tra evoluzione, anatomia, arte e religione” di Paola Crippa e Andrea Bellati è un’opera interessante, curiosa, si imparano molte cose: “Gli ovuli si formano all’interno del corpo femminile quando la donna è ancora un feto. Una bambina nasce con un corredo di uno o due milioni di ovuli che aspettano pazientemente la pubertà e poi ogni mese fino alla menopausa. Un ovulo può restare in attesa per cinquant’anni prima di entrare in azione… Sono decisamente le cellule più pazienti del corpo umano.”

Si scopre cosa sono le Sheela na Gig, sculture medioevali presenti nelle Chiese che rappresentano delle donne con la vulva ingigantita.

Si riporta uno studio effettuato nel 2014 in Inghilterra dove i ricercatori hanno pazientemente misurato il pene di 15.000 uomini arrivando alla conclusione che “la lunghezza media di un pene flaccido è di 9,6 cm in erezione 13,12”. Si scopre anche che “non esiste un problema reale di dimensioni, semmai un problema di percezione.” Esattamente come con l’umidità.

“Cristo è contemporaneamente maschio e non maschio, uomo e non uomo, vivo e morto, incarnando la fluidità e l’ambiguità che sono il cuore del pensiero queer.” I due autori mi sembrano piuttosto confusi, la ferita al costato assomiglia ad una vulva.

Riporto una citazione da “Lo zoo umano di Desmond Morris: “Ecco per esempio come santa Teresa (d’Avila) descriveva la sua visione di un angelo: “Gli vidi una lunga lancia d’oro che terminava in una punta infuocata, e mi parve che a più riprese me l’affondasse nel cuore e mi trapassasse le viscere. Allorché me la toglieva, mi pareva che mi strappasse anche le viscere lasciandomi tutta infiammata del grande amore di Dio. Il dolore era così intenso che mi faceva gemere, e purtuttavia la sua dolcezza era tale che non m’auguravo certo d’esserne liberata.”

La Santa vissuta nel 1500 non conosceva la psicoanalisi, noi leggiamo la sua estasi con gli occhi maliziosi di oggi, ci sembra la descrizione di un coito.

Paola Crippa e Andrea Bellati scoprono un Adamo ermafrodita: “I codici visivi della fede in chiave inclusiva, fluida e umanamente universale.” E infine: “In questa prospettiva la croce diventa un potente simbolo queer.” Ognuno può liberamente interpretare e reinterpretare le religioni, l’iconografia, la fede. Sta a noi lettori crederci o sbellicarci dalle risate.

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