Quelli che se ne vanno. La nuova emigrazione italiana di Enrico Pugliese

Addio valigia di cartone

Il libro è abbastanza breve, soltanto 150 pagine. Sono pagine dense si impara moltissimo sull’immigrazione recente (il volume è del 2018). Chi si era fermato all’immigrazione tra otto e novecento o a quella più “recente” degli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso rimarrà abbastanza stupito. Ovviamente i numeri sono inferiori, l’Italia non è più un paese povero, poco istruito, non industrializzato (anche se si è fatto di tutto in questi anni per deindustrializzarlo).
Innanzitutto il 45% degli immigrati sono rappresentati da donne che autonomamente cercano di migliorare le proprie condizioni. Non sono “coniugi a seguito” del marito come avveniva un tempo. Il 70% dei migranti possiedono titoli di studio inferiori alla laurea. Anche i laureati spesso sono occupati in attività non adeguate, a carattere manuale.
L’unione Europea, i mezzi di comunicazioni veloci, la scuola, la Rete, l’Erasmus hanno favorito negli anni la facilità di spostamento, quasi tutti i migranti italiani conoscono o sono stati in un paese Europeo.
Perché gli italiani se ne vanno? Che lavori cercano? I laureati cercano condizioni di lavoro migliori e ben retribuite (tentando di superare la perenne crisi italiana), molti altri (non laureati) sono impegnati nei servizi (logistica, ristorazione, pulizie, etc.). Chi emigra? Innanzitutto i giovani, ma emigrano anche gli anziani alla ricerca di paesi più caldi ed economicamente poco costosi, emigrano gli stranieri diventati italiani, emigrano i mega professionisti, ingegneri, consulenti, attori, sportivi. L’autore distingue tra migrante e mobile (per intendere una migrazione ricca, benestante). Emigrano persone anziane che si trasferiscono dai figli residenti in altri paesi. Migrano verso i paesi dell’Est a seguito delle badanti.
L’emigrazione dal Sud Italia preferisce il Nord piuttosto che un paese europeo. Si crea anche un nuovo fenomeno. Le rimesse non sono più dall’emigrato alla famiglia, avviene il contrario, la famiglia aiuta l’immigrato che non riesce a vivere decentemente con un lavoro al Nord!!! Secondo diversi autori il Sud si sta spopolando (tsunami demografico) perché i giovani emigrano, rimangono gli anziani.

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