Solo che quel poveretto di Paul matto non lo è. È solo scemo.
Scrive il traduttore Stefano Benati: “Tutti i personaggi messi in scena da Lardner finiscono per diventare odiosi, come tutto ciò in cui credono e desiderano. Da questo inferno di vita sociale, che si regge su snervanti relazioni coniugali e falsi rapporti di amicizia e di lavoro, sembrano salvarsi solo i reietti della società”. Nel racconto “Il signor e la signora Ci-pensiamo-noi” una coppia tranquilla è perennemente disturbata da un’altra coppia amica che interferisce nella vita dei primi in maniera costante e perseverante. Non possono decidere nulla, perché i coniugi Ci-pensiamo-noi criticano e modificano i progetti dei primi influenzandoli nella la scelta di dove alloggiare, dove andare in vacanza, come vestirsi, etc. Un vero incubo sia per la povera coppia martoriata, sia per noi lettori.
Sembra che la vita dei personaggi di Lardner non abbiano scampo, la famiglia, lo sport, le amicizie, la vita sociale è inevitabilmente disturbata, i progetti, anche minimi, vengono ostacolati, interrotti, sgualciti, da un intervento che sbaraglia qualsiasi programma.. I “nemici” non sono esterni, non vengono da fuori, sono accanto a noi, appiccicati. I rapporti sociali in Lardner non sono rappresentati da classi sociali, da conflitti di poteri, dal prevaricare dei più forti sui deboli, è tutto in mano a bisticci minimi, a comportamenti disturbanti, ad azioni familiari, di convivenza, di amicizie, di rapporti di lavoro che si sfaldano per un piccolo guasto, un gesto, l’offerta di un sigaro, un regalo sbagliato possono mettere in crisi rapporti che sembravano solidi.
Tempo fa avevo letto “Mi manca il respiro” un’altra antologia di racconti. Li avevo trovati più vivaci e allegri, molto divertenti, mi avevano fatto pensare ad Anita Loos, di quattro anni più anziana di Lardner, scrittrice e sceneggiatrice di “Gli uomini preferiscono le bionde” e “Ma… i signori sposano le brune” hanno in comune un linguaggio popolare e sgrammaticato, poetico e vivace.
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