
Le recensioni non sono noiose! Con le mie ho tentato soprattutto di far sorridere il lettore, di divertirlo. Seguire le orme di Giampaolo Dossena tentando di essere divulgativo, ironico, allegro. Ovviamente sono lontanissimo dalla genialità dello scrittore cremonese. L’altro punto di riferimento è Luciano Bianciardi con la scrittura precisa e dissacrante.
Ricevendo il premio Nobel Eugenio Montale disse: “In ogni modo io sono qui perché ho scritto poesie, un prodotto assolutamente inutile, ma quasi mai nocivo e questo è uno dei suoi titoli di nobiltà”. Italo Calvino in Se una notte d’inverno un viaggiatore, così commenta cosa può regalare un libro: “…credi che sia giusto concederti ancora questo piacere giovanile dell’aspettativa in un settore ben circoscritto come quello dei libri, dove può andarti male o andarti bene, ma il rischio della delusione non è grave.”
Se un libro non piace, non importa, la delusione è piccola piccola. Pierre Bergouniouxscrive: “A lungo ho sperato che esistesse un libro che spiegava tutto”. Tutti abbiamo sperato di trovare un libro che ci illuminasse, che ci svelasse il segreto, i segreti. Non esiste un libro così, solo piccole verità che arrivano a pizzichi e bocconi.
Questo è un periodo triste, pericoloso, drammatico. Siamo spaventati e impotenti. Vecchie idee camuffate da novità vengono riciclate. Tra le più ridicole quella della cosiddetta “Cancel culture” che vorrebbe censurare il passato (ovviamente anche il presente) e rimuovere opere d’arte, monumenti, libri, simboli. Si vuole riscrivere la storia dell’uomo annullando ciò che non piace.
Di alcuni autori e autrici ho amato moltissimo gli scritti, dispiace quando il tempo, la stanchezza hanno affievolito l’originalità e la bellezza delle loro storie. È il caso di Isabel Allende e Daniel Pennac si soffre non trovando lo stupore, l’allegria, la spensieratezza e il piacere del testo. In fin dei conti siamo stati innamorati per molto tempo e soffriamo per il distacco.
A proposito di amori letterari ho preso una sbandata per Lee Miller (1907-1977). L’ho conosciuta attraverso la bella biografia di Serena Dandini (La vasca del Führer), ho guardato le sue foto da modella, i suoi reportage di guerra, le terribili foto dai campi di concentramento, le immagini con gli amici surrealisti, la passione per la cucina. Due mariti, moltissimi amanti, una strepitosa libertà di costumi, un’inarrestabile desiderio di conoscere, viaggiare, scoprire mondi e persone. Così è successo: appena vedo una sua foto ecco il batticuore, le palpitazioni, sono decisamente un libridinoso (così venne definito Ezio Raimondi).
Come scelgo i libri? Innanzitutto a caso, può attirarmi una copertina, un titolo curioso, dai consigli di amici e amiche, dalle recensioni, da altri libri, da Goffredo Fofi (scomparso recentemente). Se raccontano di cinema, di libri, di sociologia, di piedi, di antifascismo, di storia, di risate, di ironia, di peli, di intelligenza artificiale, di seni nudi, di felicità, di stupidità di mafia, di Papa Francesco, di linguaggi, di stupidità, di pinguini, di amori sensuali, di Leonardo da Vinci.
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